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PENDRAGON

Musiche di Matteo Giambiasi, Adriano Voltini

Dialoghi e versi di Luca Valcarenghi, Adriano Voltini, Matteo Giambiasi






SINOSSI

PRIMO ATTO

Lo spettacolo si apre con un numero musicale (Camelot) in cui Merlino illustra allo spettatore alcuni momenti della vita nel regno, fino a giungere al castello, dove il Re, Uther Pendragon, sta ufficializzando il fidanzamento tra il figlio Artù e la bella Ginevra. Al termine della festa la scena si sposta nelle camere dei futuri sposi, dove da una parte la principessa con le sue dame, e dall'altra il principe assieme a Merlino, discutono del futuro del regno. I due ragazzi, rimasti soli nelle loro stanze, cantano il loro dissidio amoroso (Parte di me). La storia prosegue con Morgana, guaritrice di corte, che, dopo aver portato dei calmanti al sovrano, si trova a origliare una conversazione tra Merlino (consigliere del Re) e Uther. Scopre di essere figlia illegittima della defunta Regina, ed avendo un padre stregone, di aver ereditato da lui poteri magici. Quello stesso giorno, durante il consiglio tra i cavalieri e i nobili di Camelot, si cominciano a vedere i primi importanti attriti tra il pensiero del Re e quello del figlio su come sia meglio governare un regno, che porteranno poi Artù a scappare dal castello insieme al migliore amico, nonché primo cavaliere, Lancillotto (Fuori dalle Mura). Parallelamente Ginevra, seguita da Nimue e le sue dame di compagnia, passeggia al mercato, e ostentando la sua altezzosità con chiunque, costringendo Nimue a farle una ramanzina (Regina senza un nome). Intanto, alla locanda, Artù viene a conoscenza dai suoi cavalieri dell'iniziativa del padre di partecipare al torneo in vista del suo compleanno, mentre Morgana, avendo origliato la conversazione, elabora il suo piano di vendetta (La mia occasione). Tornato al castello, Artù discute nuovamente con suo padre, che cerca di fargli accettare il suo destino da futuro Re. Artù esprime il suo desiderio di diventare un Re migliore del padre, ma anche le sue paure nel prendersene la responsabilità. (Chi sei tu/Chi sono io). Arriva il giorno del torneo (indetto dal Re per festeggiare il compleanno di Artù), al quale prende parte Mordred, fratello di Ginevra, giunto a Camelot con lo scopo di far sfigurare il Re davanti al suo popolo, vendicandosi così dei torti subiti dai Pendragon. Morgana, conoscendo l'odio di Mordred verso Camelot, cerca di portarlo dalla sua parte, ma non trovando un alleato nel ragazzo, decide di avvelenare a sua insaputa la lama della spada con cui egli ferirà lievemente il Re durante il duello conclusivo del torneo (La canzone del torneo).

SECONDO ATTO

Mordred viene rinchiuso nelle segrete del castello, mentre Uther muore a causa della ferita inflittagli, tra l’incredulità di tutti. (L'alba di un nuovo regno). Artù, emotivamente distrutto, ha ormai perso per sempre il difficile legame col padre e si rende conto di non essere ancora il Re e l’uomo che vorrebbe diventare (Chi sono io - Ripresa). Merlino lo raggiunge e, nel tentativo di consolarlo, gli racconta la leggenda legata a Excalibur. Poco dopo Lancillotto lo convince a partecipare all’incoronazione, che prevede l’estrazione della spada. Questa viene interrotta da Morgana, che rivela ad Artù la causa della morte del padre, dovuta ad un veleno di natura magica. Ignorando le capacità magiche di Morgana, Artù confessa a Lancillotto i suoi sospetti su Merlino, chiedendogli consiglio, ma si trova costretto ad abbandonare la stanza, chiamato al suo dovere di Re. Lancillotto beve così il filtro d’amore che Morgana aveva destinato ad Artù, finendo col baciare Ginevra (Fuori dalle Mura - Ripresa Tango), Artù assiste alla scena e, in un impeto di rabbia, esilia tutti coloro che gli sono vicini: Merlino (Ho creduto in te), poi Lancillotto e infine Ginevra (Anche senza me). Morgana visita Mordred, rivelandogli il suo piano e minacciandolo di morte, ma non appena se ne va, Nimue esce dal nascondiglio dove aveva involontariamente origliato la conversazione, libera Mordred e lo manda a riportare a Camelot sua sorella Ginevra, mentre lei raggiunge Lancillotto e Merlino. Mordred, Morgana, Artù e Merlino cantano le ragioni delle loro azioni. (Non c’è ragione) Morgana, stanca di aspettare l’occasione giusta per attuare la vendetta, cerca di uccidere Artù, ma poco prima di riuscirci interviene Merlino. Inizia la battaglia finale, in cui Lancillotto, i cavalieri, Ginevra e Merlino provano invano a fermare Morgana, ma poco prima che la strega riesca ad avere la meglio, Artù estrae Excalibur e la trafigge. Pentitosi dei propri pregiudizi verso i Pendragon, Mordred chiede di diventare cavaliere di Camelot, e Artù chiede a Ginevra di sposarlo (Finale).
 




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